Brindisi '65 (1966)

  • di Cecilia Mangini | disponibile fino al 12 marzo alle 12:00
  • 11min

ONLINE

GRATUITO

Disponibile dal 05 marzo alle 12:00 al 12 marzo alle 12:00

limitato a 300 posti virtuali



SINOSSI

Uno dei più celebri lavori documentari di Cecilia Mangini: è infatti tra le prime indagini cinematografiche sulla condizione femminile in Italia, analizzata nei suoi aspetti economici, sociali, psicologici, di costume. Partendo dai modelli femminili proposti dall’industria culturale (dalle dive del cinema e alle modelle dei settimanali di moda), il documentario si concentra sulle storie delle “donne vere”: protagoniste del film diventano allora operaie di fabbrica, contadine, domestiche, braccianti, emigranti, casalinghe, di ogni età e regione. Lavoratrici che, al contempo, diventano protagoniste anche delle lotte sindacali per la difesa del posto di lavoro e contro lo sfruttamento nelle fabbriche e nelle campagne, per la difesa della libertà e della democrazia, diventando un vero e proprio motore del movimento democratico, progressista e pacifista nel nostro paese.



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CECILIA MANGINI

Il 21 gennaio 2021, a 93 anni, si è spenta una donna che nella sua vita è stata giornalista, fotografa, saggista e critica cinematografica, ha svolto attività di organizzatrice di cineclub e, dal 1958, è diventata la prima documentarista italiana, dirigendo numerosi cortometraggi, alcuni dei quali firmati insieme a Pier Paolo Pasolini (Ignoti alla città; Stendalì. Suonano ancora) e a Lino Del Fra, che divenne poi suo marito. Fra questi, fondamentale per la storia del cinema italiano è All’armi siam fascisti!, documentario di montaggio e ricerca sul fascismo, realizzato in collaborazione con Del Fra e con il critico Lino Micciché. A questo seguirono innumerevoli altri cortometraggi e documentari: da I giorni del carcere su Antonio Gramsci alla questione meridionale, dal femminismo alle condizioni del lavoro in Italia. Ultimo progetto a cui lavorava (insieme a Paolo Pisanelli) riguardava una grande protagonista della cultura sarda e italiana: Grazia Deledda.


Paese

Italia