La canta delle marane (1961)

  • di Cecilia Mangini | disponibile fino al 12 marzo alle 12:00
  • 10min

ONLINE

GRATUITO

Disponibile dal 05 marzo alle 12:00 al 12 marzo alle 12:00

limitato a 300 posti virtuali



SINOSSI

La cinepresa della celebre documentarista italiana segue e scruta la giornata estiva di un gruppo di ragazzi delle borgate romane, si avvicina a loro mentre giocano tuffandosi nelle “marane” (le pozze e i rivoli d’acqua che attraversano i quartieri delle periferie), ne rivela i gesti e gli sguardi, in una sorta di danza visiva sulle parole di Pier Paolo Pasolini che, poeticamente, ne raccontano storie, desideri e futuro.



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CECILIA MANGINI

Il 21 gennaio 2021, a 93 anni, si è spenta una donna che nella sua vita è stata giornalista, fotografa, saggista e critica cinematografica, ha svolto attività di organizzatrice di cineclub e, dal 1958, è diventata la prima documentarista italiana, dirigendo numerosi cortometraggi, alcuni dei quali firmati insieme a Pier Paolo Pasolini (Ignoti alla città; Stendalì. Suonano ancora) e a Lino Del Fra, che divenne poi suo marito. Fra questi, fondamentale per la storia del cinema italiano è All’armi siam fascisti!, documentario di montaggio e ricerca sul fascismo, realizzato in collaborazione con Del Fra e con il critico Lino Micciché. A questo seguirono innumerevoli altri cortometraggi e documentari: da I giorni del carcere su Antonio Gramsci alla questione meridionale, dal femminismo alle condizioni del lavoro in Italia. Ultimo progetto a cui lavorava (insieme a Paolo Pisanelli) riguardava una grande protagonista della cultura sarda e italiana: Grazia Deledda.


Soggetto e Sceneggiatura

Pier Paolo Pasolini

Musiche

Egisto Macchi

Produzione

Giorgio Patara

Paese

Italia